Non ho mangiato troppo. Non sono nemmeno particolarmente nervoso.
Mi sono messo a girare per casa, ho raddrizzato qualche quadro ( storti mi danno fastidio), ho bevuto un grosso bicchiere d'acqua fresca.
Ho intravisto dalla finestra la luna un po' appannata e qualche stella.
Con un' occhiata ho scorso i titoli dei libri ammonticchiati sul tavolino, che prima o poi leggerò .Non stanotte.
Mi sono seduto sul divano e ho chiuso gli occhi.
Le donne mi sono antipatiche.
Questo pensiero è arrivato all'improvviso, non so da dove né perché.
Nessun presagio, nessun evento particolare, nessun incontro. Niente di niente.
Chissà da quanto tempo stava lì in agguato, inascoltato, disperso in mezzo a mille altre sensazioni, immagini, ricordi, suggestioni diverse.
Ma ormai è lì, indietro non si torna.
Né posso far finta che non ci sia.
Me ne assumo la responsabilità.
Viene proprio da me, nessuno me lo ha suggerito, non c'è l'ombra del risentimento né motivi di rivalsa o di frustrazione. No.
Le donne mi sono " naturalmente" antipatiche.
Prendiamo per esempio la tanto decantata maggiore sensibilità.
Le donne non sono più sensibili, ma più sentimentali.
Che è cosa affatto diversa.
O la loro maggiore capacità di esprimere sentimenti ed emozioni.
Hanno solo meno pudore ed una pervicace tendenza ad esagerare l'importanza degli uni e delle altre.
Sono sempre buoni i sentimenti e belle le emozioni.
E depositari di verità, per piccole che possano essere.
Spesso hanno studiato da sante, a volte con qualche profitto.
E sono sempre in credito, come gli esattori delle tasse.
Poche sono capaci di vera allegria e di ironia. Che confondono con il sarcasmo.
Per poche ho provato istintiva simpatia. Quelle di cui ho sentito l'autenticità.
Sì, le donne mi sono naturalmente antipatiche.
Ora lo so e non ci posso fare niente.
E nemmeno lo desidero.
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La realtà si lascia docilmente colonizzare dall'abitudine,
dalle abitudini che l'uomo acquisisce nella vita quotidiana.
E quasi scompare.
Nel reticolo delle abitudini, la realtà non si realizza, si nasconde,
svanisce.
La coscienza non rimane più sveglia e si occupa
soltanto di quello che ha davanti, di quello che
capta sul momento.
Il tempo si contrae, si divide e il suo fluire
diventa impercettibile.
La coscienza si spegne, perde intensità, e
l'essere stesso, l'essere a cui questa coscienza
appartiene si nasconde altrettanto,
o ancora più della realtà.
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più grave dell'amore
non è a livello del cuore:
è a livello del giudizio,
perché è il giudizio
la radice del cuore.
Niente è desiderato
se non è prima
conosciuto.
Il giudizio è quel
fenomeno
per cui l'uomo
conosce
da uomo le cose,
ciò che fonda
l'oggetto verso cui
si rivolgono
i passi del suo
cammino,
lo scopo della sua
dinamica.
E' il giudizio di valore
la questione prima della
vita.
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fa pensare che la storia che sto scrivendo
non possa che riguardare fatti di mafia o
di racket.
Invece, non è così.
Quello che è accaduto nella cittadina siciliana
oscilla tra un soffio di romanticismo
e una ventata di solitudine.
Nella villa comunale tra palme e ficus
si incontravano colf, bambinaie, badanti dell'Est
e vecchietti soli che avevano un passatempo.
Veloci toccatine a gambe, tette e chiappe
di ragazze romene, polacche, albanesi e croate.
Il problema è che il divertimento aveva un costo e un
tariffario.
Tre euro per una pacca sul sedere, due per
sfiorare le gambe e cinque per palpare un seno.
Forse la vicenda sarebbe durata in eterno se un medico di Gela
non avesse denunciato tutto al sindaco.
Non lo ha fatto per becero moralismo.
Il fatto è che i vecchietti pensionati Inps spendevano
tutti i soldi che avevano per il loro gioco preferito.
Forse ho inventato tutto.
Ma può esistere una storia così?
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è un uomo capace di testimoniare agli altri la possibilità di una vita umana che si realizza oltrepassando i soliti modelli freddi e incomunicabili.
Se così non è, essere protagonisti si risolve sempre, in un modo o nell'altro, in una sopraffazione, in una violenza sull'altro: questa sarebbe una definizione di protagonismo del tutto inumana.
La via che porta a un diverso modo di pensare il protagonismo umano è quella di consentire agli altri di realizzare fino in fondo la vocazione al proprio destino promuovendo la vita sul piano di una continua partecipazione.
Guardare chi è protagonista è guardarci in uno specchio che ci restituisce un'immagine piena di speranza, affrancandoci dall'angoscia e dalla banalità dell'insignificanza quotidiana.
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è colui che, in un corpo a corpo tra
esistenza e idealità,
rischia un giudizio storico calato nella vita
del proprio Paese.
Un giudizio che quando è autentico confina
l'intellettuale in una scomoda solitudine.
Intellettuali sono stati Gobetti, Gramsci, Testori e Pasolini.
Pasolini è il grande diagnostico della
rivoluzione antropologica in Italia,
quella rivoluzione per cui dalla metà degli anni 50
alla metà degli anni 60 avviene un passaggio
velocissimo da un mondo tradizionale
fondato su una concezione umanistica e solidale
a un altro in cui trionfano egoismo, apparenza, vuoto morale.
E' il mondo del Nuovo Potere che nella sua ingannevole
tolleranza persegue un'omologazione generalizzata.
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http://www.corriere.it/gallery/Esteri/vuoto.shtml?2009/11_Novembre/ucraina/1&9
In piazza con biancheria intima ricavata dalle mascherine protettive "antiinfluenza". E' con questi "strumenti" che si è svolta la proteste di un gruppo di femministe ucraine, nella piazza dell'Indipendeza di Kiev. Secondo le manifestanti governo, giornali e tv stanno creando un eccessivo allarmismo attorno al virus H1N1, creando volutamento panico tra la popolazione (Reuters)
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che l'esperienza più evidente nella mia vita
è stata che la coscienza di me,
soprattutto del valore che sono e del
fatto che la mia vita ha uno scopo,
è proprio sorta quando una donna
mi ha guardato con un amore
e con uno sguardo che io su di me
non ero capace di avere.
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